Ehi tu, mettimi le ali

Blanco, la trasparenza con se stessi

Tommaso Parati

Tommaso Parati

“E ti porto con me / Perché ho paura da solo / Perché violenti il mio sfogo / Però ne ho troppo bisogno, oh / Dammi mezz’ora di sole”.

Blanco è oggi uno degli artisti emergenti rapcore/ punk rock della musica italiana. Classe 2003, ha sfondato gli ascolti negli ultimi mesi ed è rimasto per 14 settimane al primo posto della classifica degli album più venduti in Italia. Il 10 settembre 2021 è uscito il suo primo album “Blu celeste” e con 10 canzoni è riuscito a far parlare di sé per molti mesi e allo stesso tempo ha calamitato l’attenzione dell’intera sua generazione. 

Riccardo Fabbriconi, in arte Blanco, ha pubblicato un album di soli inediti, come afferma in un’intervista: “Ho scelto di lavorare solo con Michelangelo (autore e produttore musicale) perché avevo tante cose da raccontare. Cantare con altri artisti rischiava di screditare l’intenzione di fare un album totalmente personale, di rendere la musica meno mia”. 

L’artista si esprime senza filtri ed è chiaro sia nei testi dei suoi brani, sia nelle interviste che riporta, quanto per lui sia essenziale essere sincero con se stesso. “Quando tocchi il fondale devi essere trasparente con te stesso, devi avere la consapevolezza di rialzarti. Se tu sei uno di quelli felici, che ride sempre, in realtà stai coprendo le ferite con i cerotti che poi però si riaprono. Devi accettare quello che sei e capirti, anche perché quando stai bene con te stesso stai bene anche con gli altri. Ci sto lavorando, è difficilissimo. Non dico che ce la sto facendo però vorrei continuare, ora sto rinascendo”. E’ chiaro che per lui bisogna fare i conti con le proprie ferite e inquietudini reali e concrete, e questo si trasforma traccia per traccia, in parole urlate, taglienti in una musica esplosiva, vivace e drammatica allo stesso tempo . “Ho paura che / Tutta questa attesa non basta / Non copre il dolore / Come se fosse una medicina / La mia dose di morfina… Questo treno non ha un freno / Io mi voglio fermare / Scorre come un veleno / Non voglio più scappare / Abbraccio il dolore / Chiudendo gli occhi” La citazione della canzone “Lucciole” riporta proprio questo dramma, che Blanco non tiene per sé: questo è il segreto per il quale riesce ad arrivare a tutti, soprattutto alle giovani generazioni. 

“Anche se giro come fossi un vagabondo / E mi sento come un pozzo senza fondo / Cercando qualcosa di nuovo / Che mi riempia questo vuoto” Guardare alla solitudine, l’inquietudine non si ferma ad un brano ma persiste, come in “Afrodite”. L’invito che vi facciamo è ascoltare e scoprire cosa l’artista canta e afferma nelle altre canzoni.

Blanco è un artista interessante in quanto mostra come per guardare alla verità di sé occorre affrontare con coraggio le proprie ferite e il proprio bisogno di felicità. La sfida è capire se siamo in grado, specialmente ora, da ragazzi, di colmare “questo vuoto” e di riuscire nelle nostre ambizioni da soli oppure come Blanco, necessitiamo di un Michelangelo con cui “comporre” e capire la propria strada. 

Buon ascolto raga!

https://open.spotify.com/album/7zFt7hLRPxemmlzVzg5uec?si=HgZruL0fSPWAPinCzjblDw 

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