Referendum

Una possibilità per tutti

Il 22 ottobre 2017 si è svolto il referendum consultivo per l’autonomia di Lombardia e Veneto. Abbiamo invitato per l’occasione due ricercatrici in diritto costituzionale, Gia-da e Benedetta, le quali con molta semplicità hanno cercato di inquadrare le tematiche principali.Vi riportiamo come l’hanno vissu-ta gli organizzatori:

Giovanni

Sono uno studente di Ingegneria Aerospa-ziale ed essendo milanese il referendum mi ha riguardato in prima persona. Fin da quando ho scoperto che avrei dovuto vota-re mi sono accorto di non sapere pressoché nulla sull’argomento. Tutto ciò mi infastidi-va, ma poi ho notato che alcuni miei ami-ci erano decisamente più coinvolti dalla questione tanto da invitarmi ad una cena per discutere delle tematiche che il referen-dum proponeva. A questa cena erano pre-senti alcuni studenti dell’università statale che, mossi da curiosità, si erano interessati sui punti cardine, sulle proposte e su cosa questa consultazione popolare portava con sè. Rapportandomi con loro e confrontandomi serenamente, ho costruito un’idea molto più precisa e chiara su tutta questa circostanza. Da questo assaggio è nata l’i-dea che sarebbe potuto essere interessante fare un incontro qui al Politecnico, ho pen-sato di adoperarmi per organizzarlo e con-sentire a tutti di poter partecipare così da informarsi su temi che li toccavano prima come persone e solo dopo come cittadini. Lo scopo era di portare a conoscenza chiunque fosse interessato sui contenuti, i possibili benefici e le controindicazioni che questa mozione, proposta dai governatori di Lombardia e Veneto, portava in seno, cercando di trasmettere un’opinione puli-ta, non faziosa e quanto più possibile ogget-tiva. La cosa che più mi ha colpito è stato il fatto che la possibile attivazione della legge sull’autonomia, da me sempre vista come un’azione egocentrica da parte di Lombar-dia e Veneto, in realtà potrebbe portare tutte le altre regioni d’Italia a valorizza-re i propri patrimoni artistici, economici, sociali e culturali, per poter creare nuo-ve ambizioni e nuove possibilità sottra-endosi così dal sempre scontato giudizio popolare, che vede il “fare” solo al Nord.
Mi è sembrata una buona occasione fare un incontro del genere, in un luogo come il Politecnico, in cui ogni interesse può essere valorizzato.

Elisabetta

Io sono qua a Milano per studiare al Poli-tecnico Ingegneria Biomedica. Premetto che sono bolognese e quindi il Referendum non mi coinvolgeva direttamente. Di con-seguenza non sapevo esattamente di cosa trattasse e che sviluppi potesse avere, se non da qualche opinione letta qua e là. Sta di fatto che, frequentando perlopiù studen-ti milanesi, in generale “lombardo-veneti”, mi sono trovata inevitabilmente a parlare e a discutere con loro. Dopo un confronto in particolare, mi sono parecchio innervo-sita, non tanto per l’argomento in sè, ma perchè avevo notato che io in primis non mi ero realmente informata e interessata sull’argomento e che quindi una vera opi-nione al riguardo non potevo averla. In più avevo intuito, dalle varie chiacchiere, che il Referendum, seppur riguardante solo la Lombardia e il Veneto, andava ad intaccare scenari molto più ampi, su tutta la situazio-ne italiana, con le sue problematiche e pos-sibili soluzioni annesse. E quindi era di in-teresse comune, per tutti, nessuno escluso. Partendo da questi due punti, è stato mol-to semplice cercare di capirci qualcosa. Per cui una sera, in cui era presente anche Giovanni, ci siamo proposti di organizza-re un incontro aperto a quelli che, come noi, volevano approfondire l’argomento. Al netto di questa esperienza, è capitata una cosa che non succede mai, il fatto che io cambi opinione. Infatti inizialmente ero molto critica sull’argomento, non capen-do concretamente quale fosse la necessità di fare questo Referendum.Così, parlando e cercando pareri diversi ma motivati, ho capito i perchè cardine della situazione inquadrandoli così più nitidamente, con un’opinione diversa da quella iniziale, più precisa e informata.

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