Per appassionarsi, la strada più facile è seguire

Riflessioni riguardo all'insegnamento

Giovanni Abbenda

Giovanni Abbenda

Tempo di lettura 3 min

Poco tempo fa, navigando sui social, mi sono imbattuto in una citazione di Elon Musk riguardo l’utilità dell’università. Ve la riporto contestualizzata. Durante una sua intervista alla Satellite 2020 Conference tenutasi a Washington DC lo scorso 9 marzo, a seguito di un primo dialogo guidato dal moderatore è arrivato il momento degli interventi dal pubblico. Dopo alcune domande relative ai prossimi obiettivi di SpaceX, una ragazza ha interpellato l’ospite riguardo al rapporto tra aziende e università: sempre più le aziende chiedono titoli di studio elevati, a questo si affianca la difficoltà degli studenti a pagare la retta; quindi come possono università e imprese rendere lo studio più accessibile anche per chi fa più fatica economicamente, garantendo la possibilità a tutti di frequentare l’università? La risposta di Musk ha intercettato la mia attenzione: “Non è necessaria l’università per imparare, tutto si può imparare gratis, l’università non è una questione di apprendimento.” E poi ha aggiunto che comunque c’è un valore dell’università, che è dimostrare se uno può portare a termine un compito, anche se noioso. Tutto sommato, “L’università serve a divertirsi e a dimostrare che uno può essere autosufficiente, ma non è per imparare”. 

Il mio primo contraccolpo è stato quello di prendere le distanze dalle sue dichiarazioni e riconoscere che io faccio un’esperienza dell’università decisamente diversa, un’esperienza di crescita professionale e umana. Tuttavia, mi sono dovuto ricredere, Elon Musk non ha detto cose stupide: con l’avvento di internet la stragrande maggioranza del sapere è disponibile sul web, tant’è che anche a me è capitato più volte di consultare online argomenti poco chiari. In più è vero che per certi versi l’università, specie nei college americani, può essere vissuta con leggerezza e che insegna ad essere autosufficienti e indipendenti. Allora, perché mi urta tanto la sua affermazione, oltre al fatto che mette in discussione i miei quattro lunghi anni di studio? Principalmente ciò che mi porta a contraddire Musk è come in questo periodo universitario abbia riconosciuto la necessità di un maestro. È vero che (quasi) tutta la conoscenza è disponibile online, ma mi sembra che non sia possibile eliminare la figura di un’autorità che ne veicola la trasmissione, non solo come mero dato, ma soprattutto come passione ed esperienza. Mi sono accorto di come avere qualcuno da seguire e da cui imparare, oltre ad essere più bello che studiare da autodidatta, è anche più efficace. Un esempio semplice viene dallo studio di materie applicative come quelle che studio al Politecnico, per le quali viene richiesta spesso la soluzione di esercizi: il professore nello spiegare mostra una via, detta un metodo e fa vedere come lui pensa davanti ad un problema. Insomma, mi sembra che questo non sia disponibile gratuitamente online. Oltre a questo, che potrebbe sembrare puramente astratto, si aggiunge l’esperienza fatta in questi anni di lezioni, ma specialmente in questi mesi di didattica a distanza. Questo semestre sto seguendo uno degli esami più complessi della triennale di Ingegneria Civile, uno di quegli esami che ti portano via infinite ore di studio. Per quasi tutta la durata delle lezioni il professore ha consentito a noi studenti di seguire la spiegazione anche in presenza ed io non me lo sono fatto ripetere due volte: per circa un mese sono stato l’unico studente ad assistere alle sue lezioni in presenza e ciò ha permesso che nascesse un piccolo e semplice rapporto con la persona che avevo davanti, dal “Buongiorno” all’inizio della lezione a un amichevole “Come sta andando?” nei momenti di pausa.  Mi ha colpito vedere come questo minimo, ma molto significativo, legame abbia permesso che la mia passione verso la materia crescesse e come mi sia sorpreso ad essere più attento ed interessato anche quando della spiegazione capivo poco e niente. Sottolineo questo perché, conoscendomi, davanti ad una difficoltà così grande la mia prima mossa sarebbe stata quella di tirarmi indietro. 

Per questo motivo mi ha urtato tanto l’affermazione di Elon Musk: i fatti mi mostrano come io per crescere abbia bisogno di seguire qualcuno che è più appassionato in quello che fa e vedo che questa dinamica è valida in generale nella vita, ma soprattutto nello studio. È un po’ come quando si scala una montagna se non si conosce la via, conviene sempre seguire qualcuno: in questo modo si arriva in cima e ci si gode la salita.

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