Romanzo a puntate - puntata 1

“Vita e destino”

Vivere da uomini

Property of Museum Victoria 

Elisabetta Taffa

Elisabetta Taffa

Tempo di lettura 3 min

Vita e Destino è un romanzo che racconta una verità attraverso le vite e i destini di diversi personaggi che in un qualche modo, anche un po’ difficile, si intrecciano tra di loro.

Sebbene attraverso personaggi inventati, racconta di una realtà così vera, che è persino riuscita a creare scandalo nel governo sotto il quale questo libro è stato scritto e in cui sono narrate le vite delle persone descritte: la grande e potente Unione Sovietica. Questa sua reputazione fu la causa, per il manoscritto, di una reclusione di 20 anni, fino a quando, sorprendentemente, riuscì ad “evadere” dalla Russia ed essere pubblicato in occidente nel 1980 postumo all’autore, Vasilij Grossman, morto pochi anni dopo aver terminato il romanzo.

La narrazione si svolge durante la battaglia di Stalingrado, il più importante scontro tra le due ideologie più temibili del secolo scorso: il nazionalsocialismo tedesco e il comunismo russo, che si concluderà con la vittoria russa,…la vittoria della democrazia.  (Vedi testo 1)

Il romanzo racconta di uomini che vivono e accettano questi poteri forti, perchè credono all’idea di un bene più grande, superiore, che mostrano loro attraverso l’ideologia e la visione di un mondo fittizio, in cui qualsiasi cosa risulta essere giustificata in vista di questo bene, anche a costo che venga tolta loro la libertà e la dignità di essere uomini. Ma qualcosa stride, le vicende portano queste persone ad interrogarsi sulla loro vita, su quello che succede. Forse questo tanto glorioso e decantato bene si sta traducendo in uno dei più grandi mali mai esisti, ed i primi ad accorgersene e a pagarne le conseguenze sono i primi che credevano nel partito, coloro che vivevano sulla propria pelle la speranza che lo stato aveva dato loro.  (Vedi testo 2)

Il romanzo mette a nudo proprio questo. Mostra la doppia faccia di quelli che si costituiscono paladini e salvatori dell’umanità, annullando però l’uomo, il suo essere, la sua libertà, la sua storia e Dio.   (Vedi testo 3)

Ma allora chi è l’uomo senza la sua libertà, senza la sua storia, senza Dio?

Grossman fa vedere come la più grande vittoria in questa battaglia malgrado tutto, malgrado i destini di queste vite siano drammatici, la ottiene l’uomo perché è libero per natura e la sua libertà consiste nel sapersi porre domande e nel ricercare una possibile risposta, nel mantenere integra la sua dignità, a costo di pagarne le conseguenze.  (Vedi testo 4)

Come può dirsi vivo un uomo che non è alla ricerca, che non si pone domande, che non sa stare di fronte a quello che accade?

Il mio desiderio di raccontarvi questo capolavoro della letteratura nasce proprio dall’attualità che stiamo vivendo tutti. Questo è uno di quei romanzi sempre attuali nei quali, dialoghi, descrizioni e momenti tra tensione e sofferenza, si sentono vibrare fin dentro al cuore talmente sono reali. Ma in questa situazione più che mai lo sento vivo. Pone delle questioni, mostra dei fatti, fa interrogare, non intende dare delle risposte, il suo scopo è mostrare tutta l’umanità dell’umano e le sue fragilità affinchè il lettore sia libero di dare un suo personale giudizio. Questo è quello di cui io sento più bisogno in questo momento, avere la libertà di giudicare la mia condizione di “reclusa” cui sono chiamata a stare, perchè è l’unico modo che ho ora per sentire che sono viva e, quindi, anche libera.

E voi? Come state vivendo da uomini?

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