Diario di una chiappa

09/03/21

Agostino Frisoni e Luigi Umana

Agostino Frisoni e Luigi Umana

Caro diario, con oggi è esattamente un anno da quando abbiamo iniziato la DIDATTICA A DISTANZA. Ore e ore seduto e davanti ad uno schermo a sentire una voce metallizzata: che sia questa la vera natura dei nostri professori?

Ore totali: 7 al giorno, per 5 giorni a settimana, per 31 settimane… non sono ancora ingegnere ma di sicuro fanno tante ore! (Senza ovviamente contare quelle passate davanti al cellulare, anche se molte di queste coincidono con quelle di DAD).

Oggi come al solito sveglia alle 8:14 per iniziare lezione alle 8:15. Ero in perfetto orario sulla tabella di marcia quando… oh no! Shibboleth! Devo ricaricare almeno 10 volte e quando entro la lezione è già iniziata. Quanto rimpiango il buon quarto d’ora accademico!

Faccio colazione durante la lezione. Poi il mio solito giochino. Appena finito il latte, accendo il microfono e faccio un ruttino, non troppo forte da far capire cosa è, ma nemmeno troppo piano perché si deve sentire. Non sai quanta adrenalina mi mette. Ancora non sono stato scoperto.

Ore 10:15. La prof di quest’ora pretende la telecamera accesa. Che sbatti. Io ero ancora in pigiama! Prendo la prima maglietta che trovo delle 6 ammucchiate sulla sedia e la annuso per capire l’odore: “non era un odore brutto, sudicio e umido, pieno di vermi e intriso di puzza, era un odore da quarantena, vale a dire piacevole”.  

Avendo la videocamera accesa uso un po’ di trucchetti che mi ha insegnato mio fratello per, come dice lui, FoTtErE iL sIsTeMa. Per esempio metto lo scotch sulla webcam così da non fare vedere in maniera chiara cosa sto veramente facendo.

Mi ha anche insegnato a parlare e a muovermi a scatti, per far credere di avere problemi di connessione, semmai mi dovessero fare domande. 

Ore 11.50. La prof finisce leggermente prima. Ho giusto il tempo per levare tutti i post-it che avevo messo sul muro per l’esame di due giorni prima. Mia mamma non mi ha ancora fatto domande: probabilmente pensa che stia organizzando un complotto. 

Ore 13:00. Il prof successivo non ha ancora finito, ma a me si è aperta una voragine nello stomaco. Quindi, mentre lui parla, inizio a preparare il pranzo. Mentre giro il sugo sento: “attenti che questo lo chiedo all’esame!”, e allora come una faina corro a scrivere appunti, sporcando il quaderno di salsa che mannaggia a me manco fosse un bavaglino da quanto è sporco.

Per incredibili congiunzioni astrali, le mie lezioni oggi mi permettono di mangiare all’orario di pranzo. Ho addirittura il tempo di farmi una passeggiata e prendere aria prima di collegarmi coi miei compagni di progetto.

Appena rientro a casa trovo mio fratello che ha monopolizzato camera nostra. Mi sposto in salone. C’è mia sorella in videochiamata con le sue amiche. Vado in cucina e c’è mia mamma in videocall di lavoro. Nello studio di papà nemmeno ci provo.

Mi rassegno e vado in bagno.

La parte più difficile non è tenere sempre il computer sulle gambe ma è ricordarmi di spegnere audio e video se qualcuno della mia famiglia lo deve utilizzare.

Ore 17:00. Altra lezione. Inizio a urlare “non ce la faccio più” alla Aldo Baglio e inizio a pensare che forse mia mamma non abbia tutti i torti a preoccuparsi della mia salute mentale.

Il prof fa lezione con le slide “quindi andrà lento”, ho pensato. Mi lascio distrarre da video di campagnoli che pescano utilizzando solo un secchio e un serpente. Ricontrollo la lezione ed è ancora alla terza slide. Tutto recuperabile. Trovo video di indiani o pakistani, non ho ancora capito, che costruiscono ville lussuose con solo un potentissimo bastoncino! Ne guardo uno, due, tre forse. Benissimo siamo alla trentottesima slide, e diciamo che a questo punto mi conviene guardare la registrazione in 2x in un altro momento. Ore 18:00. Osservo intensamente i minuti passare sull’orologio del pc. La fine sembra proprio dietro la porta… purtroppo dietro la porta c’è solo la mia husky, Fezza, che riesce clamorosamente ad entrare, a saltarmi addosso e a rovesciare tutti i miei appunti di quella produttiva giornata. Evidentemente al suo passare si accende il microfono, perché quando urlo: “fezza, brutta cagna!” dal computer risponde imbufalita la prof, minacciando ritorsioni agli esami se non fosse uscito “l’autore della volgare offesa”.

A questo punto, sfinito come sono dalla lunghissima giornata, non tento nemmeno di spiegare l’accaduto in mia difesa, ma esco direttamente dalla lezione. Dulcis in fundo, nello spegnere il pc vengo accolto dall’infausto AGGIORNA ED ARRESTA proposto impostomi da windows. Sono rimasto fregato: domani non potrò svegliarmi alle 8:14.

PS- questo è un testo completamente inventato. speriamo che nessuno di noi faccia così durante questo periodo. TUTTE le vicende però sono tratte da storie vere.

PPS- nessun cane è stato maltrattato durante l’invenzione di questo testo.

CCS: GLORIA LOPIANO